Guida alle immersioni dei non vedenti

1.5 I primi risultati
Dall'indagine conoscitiva effettuata, dopo la prima sperimentazione delle attività subacquee realizzate nel mar Tirreno presso la costa Calabrese nei mesi
estivi del 1999, un considerevole numero di non vedenti hanno manifestato un motivato desiderio di partecipazione alla iniziativa, creando così un filo
diretto tra le richieste e le offerte di nuovi servizi, e nello stesso tempo generando quelle condizioni idonee al proseguimento dello sviluppo e dell'affinamento
della nuova metodologia riabilitativa.
Ciò premesso sì è voluto coinvolgere una fascia molto vasta di utenti sulla base dell'oggettiva analisi della situazione reale di ciascun caso. Tali interventi
così programmati hanno permesso di tracciare una conoscenza molto personalizzata delle analisi funzionali, formando una casistica molto ampia sulla quale
effettuare le giuste analisi e valutazioni, operando anche quegli aggiustamenti di rotta necessari . Con questo modus operandi ci si prefigge il raggiungimento,
da parte della persona "sottoposta ad intervento", di un migliore livello di autonomia, orientamento, maggiore sicurezza in se stessa, potenziamento e
stimolazione della capacità di orientamento spaziale e favorire così la mobilità utilizzando le nuove tecniche subacquee e gli strumenti ad esse afferenti.
Sperimentare, far conoscere e far scoprire questa nuova dimensione, l'assenza di gravità e il contatto personale con l'istruttore, offre all'allievo con
difficoltà visiva una maggiore sicurezza in sé stesso ma anche la riscoperta e riaffermazione dei e nei rapporti umani.
Con tale esperienza inoltre si stimola e si amplia la conoscenza alla fruizione di nuovi aspetti naturali di un ambiente sconosciuto, grazie alla attività
della manipolazione, dell'apprendimento didattico, dell'esplorazione del mondo marino, con escursioni opportunamente preselezionate e catalogate. Suscitare
l'interesse nel non vedente in questa nuova dimensione, promuove contatti produttivi tra i corsisti, volontari e operatori di realtà diverse e con diverse
esperienze di vita grazie anche al dibattito e agli scambi costruttivi del confronto e della ricerca che si attuano in tali pratiche. Il progetto Poseidon
ha lo scopo quindi di attivare un percorso formulabile e controllabile, dove la partecipazione degli utenti sia non solo nel definire i loro bisogni ma
soprattutto sia nel riconoscimento del ruolo che possono avere come partner attivi, piuttosto che come destinatari passivi, di servizi. La produzione
di questi servizi e benefici innovativi è la migliore combinazione tra sistemi finalizzati non solo alla riabilitazione, ma anche alla crescita della persona
e del sistema gruppo, in quanto tale, e al confronto reciproco degli apprendimenti e delle risorse. L'intento fondamentale di questo progetto è quindi
quello di stimolare attivamente la reazione del non vedente, in un'ottica che è quella di abilitare, supportare e incoraggiare senza prevaricare, volendo
solamente offrire maggior sostegno alla persona con difficoltà visive.
La metodologia da applicare ai fruitori dell'iniziativa per il raggiungimento degli obiettivi generali programmati, in rapporto ai bisogni specifici e alle
reali capacità individuali, prevede delle attività che vedranno l'allievo impegnato in maniera individuale, nell'ambito del piccolo gruppo e del gruppo
allargato. Le lezioni teoriche, i primi apprendimenti in piscina, il primo contatto con il mare, la prima navigazione sul gommone, la prima immersione,
la prima escursione sott'acqua e quanto può essere offerto dall'ambiente sarà motivo di studio di programmi, iniziative e di esperienze per il raggiungimento
degli obiettivi programmati. Le attività così pianificate saranno coordinate e organizzate da una equilibrata flessibilità tale da renderle piacevoli e
appetibili sempre in misura adeguata e in modo appropriato nei diversi momenti della giornata, in funzione della situazione atmosferica e soprattutto nel
rispetto delle esigenze psico-attiludinali dei non vedenti. Inoltre si dovrà sempre tenere conto dei ritmi di apprendimento e delle capacità "vocazionali"
in rapporto all'età.
Per la realizzazione delle attività programmate si farà ricorso all'utilizzo di tutti i sussidi tiflodidattici in possesso del "Centro Regionale Tiflodidattico"
e delle sezioni provinciali dell'Unione Italiana Ciechi.
Saranno di notevole suppone anche le risorse messe a disposizione dall'attuatore partner del progetto, nel nostro caso "A. S. Gruppo Subacqueo-Paolano Onlus",
utilizzando le strutture e le attrezzature in loro possesso. Attraverso la struttura organizzativo - logistica si provvedere all'acquisto del materiale
che risulta indispensabile per l'attuazione del progetto (come ad esempio piante e carline a rilievo della flora e della fauna marina, strumentazione Indica
e materiale di facile consumo). In riferimento alla posizione logistica, alle visite guidate ed alle escursioni in mare, esse avranno un notevole valore
per il raggiungimento degli obiettivi e delle finalità prefissale, perciò saranno improntate con una particolare cura e attenzione, e si utilizzeranno
mezzi a noleggio o mezzi messi a disposizione dall'organizzazione partner (A.S. Gruppo Subacqueo-Paolano Onlus).
