Guida all'immersioni dei non vedenti


INTRODUZIONE
Lo sviluppo della conoscenza
Questo studio è rivolto a coloro che intendono volgere la loro attenzione ai minorati della vista e, inoltre, a tutte le persone che considerano io sviluppo
integrale della creatura umana, sia essa normodotata o svantaggiala, come un aspetto fondamentale per la reale crescita della società.
Il lavoro svolto a favore di chi non possiede uno dei cinque sensi, si incrementa essenzialmente attraverso incontri e confronti interpersonali tra gli
operatori ed i fruitori dei servizi.
Tali occasioni offrono la possibilità di stringere legami e creare "luoghi" dove sviluppare le potenzialità personali e soprattutto dove cercare gli strumenti
più idonei affinché la "difficoltà" si trasformi veramente in una ricchezza ed in una risorsa. Questo passaggio si ottiene dal trasferimento del vissuto
di ogni "attore" a programmi riabilitativi e diventa una possibilità concreta per l'acquisizione di nuove conoscenze tali da garantire "pari opportunità",
fornendo così un "corpo" a quanto si va discutendo, da diversi anni a questa parte, sull'argomento.
La disabilita oggi non appare più come una "difficoltà" ma, attraverso le nuove realtà tecnologiche ed operative, è diventata un obiettivo su cui far convergere
tutte le forze in campo.
Tali "sinergie", sia umane che strumentali, sono in grado di affrontare i disagi sia psicologici che fisici legati alla difficoltà ed alla quotidianità
della esistenza di una persona, che ha comunque davanti a sé tutta una vita da "percorrere". Non si parla più di "trattare" comportamenti inadeguati, ma
occorre invece prendere in esame il valore etico, con condotte in grado di generare "forze Ulteriori", sociali e relazionali, che determinano la qualità
della vita delle persone con difficoltà e delle loro famiglie.
Riconosciuta, quindi, l'importanza e la dimensione del problema diventa automatica la necessità di confrontarsi, in un ampio raggio di esperienze e di culture,
per dare una risposta ai bisogni, ma anche per strutturare una visione globale sul tema della disabilita e sulle sue varie forme, per poter finalmente
offrire un riscontro concreto, utile e strutturabile. in un processo pragmatico di intervento.
L'apporto di detti processi può determinare la conquista di una vita autonoma e qualitativamente gratificante per la persona in difficoltà, trasformando
ogni esperienza, positiva o negativa che sia, anche in ricchezza interiore per chi la pratica. Vale la pena in questa direzione la riscoperta di quella
"poetica della vita che da senso, significato e valore alla quotidianità dell'esistere e dell'incontrarsi".
Questa evoluzione si concretizza, di conseguenza, attraverso l'apporto fondamentale dell'intelligenza e della sensibilità di tutti gli attori coinvolti
nell'intervento. Ma per raggiungere questo traguardo occorre una profonda e costante opera di educazione e di apprendimento che diventa, il più delle volte,
bidirezionale, nel senso che aiuti sia l'operatore ad apprendere gli approcci migliori, a seconda del caso, ed i messaggi e gli insegnamenti che spesso
il diversamente abile riesce a trasmettere, e sia l'individuo con difficoltà a superare l'abdica realtà in cui spesso si trova a vivere suscitando motivi
di interesse verso il mondo che lo circonda. Quello stesso mondo che oggi, grazie ai grandi mezzi di comunicazione di massa, sembra essere diventato più
"piccolo" quasi a noi più vicino, e quindi più facilmente accessibile, nelle sue rappresentazioni virtuali, alcune volte, proprio perché tali, poco veritiere.
I mass-media televisivi, ad esempio, sfruttano le immagini favorendo, spesso, il riposo del pensiero di chi guarda.
Un esempio tipico di come il non vedente possa essere "strumento" d'insegnamento per i cosiddetti normodotati, è rappresentato proprio dalla lettura di
questi messaggi televisivi, che il soggetto privo della vista o ipovedente analizza attraverso i messaggi verbali, a lui naturali, esaminando a fondo i
contenuti, valutando gli impatti e facendo emergere gli aspetti reconditi, a tal punto da essere più critico ed esigente della persona vedente.
Nel caso particolare egli raggiunge una profondità di analisi che, il più delle volte, sembra preclusa all'uomo di oggi così bombardalo e frastornato da
mille quotidiane sollecitazioni solo materiali.