Guida alle immersioni dei non vedenti

2.3 La prova con la gran facciale
La maschera gran facciale è una strumentazione che permette di comunicare in voce tra l'allievo e istruttore guida, "riattivando" in parte il senso uditivo
nelle sue funzioni (l'ascolto).
L'isolamento acustico provocato dal silenzio degli "abissi" viene così interrotto dalla voce dei due sub che navigando possono trasmettersi le informazioni
e soddisfare ulteriormente le richieste dell'allievo che ha di nuovo la possibilità di utilizzare l'udito riappropriandosi così delle proprie potenzialità
e delle facoltà discriminative offerte da questo senso vicario.
L'utilizzo di tale strumento è estremamente valido per le sue potenzialità e viene adoperato solo e soltanto da quei corsisti che hanno raggiunto un grado
di acquaticità tale da non suscitare nessun dubbio alle analisi di valutazione dell'istruttore. La sete di conoscenza adesso viene appagata ancora di più,
le richieste d'informazioni giungono con la rapidità della trasmissione via radio, i tempi di risposta sono brevi e la subacquea così irrompe in una dimensione
ancora più ampia come nuovo "strumento" conoscitivo per il non vedente.
Questo mezzo rafforza gli schemi usuali dell'esplorazione subacquea utilizzati in precedenza, consolidando quelle che sono le potenzialità di chi non vede,
mettendolo in una posizione quasi "paritaria" rispetto al "normodotato" che vuole conoscere gli "abissi".
Un utilizzo entusiasmante che deve essere integrato dal B-cavo-G per poter vivere la piena potenzialità dell'esplorazione individuale in sicurezza. La sintesi
finale di questa esperienza evidenzia che il non vedente, anche in questo luogo estremo, può riuscire a raggiungere la sua "indipendenza", che si esalta
per la nuova scoperta di un mondo fino ad oggi ad egli sconosciuto e che attraverso l'esperienza acquisita ridisegna i limiti indotti dalla minorazione.
