Guida alle immersioni dei non vedenti

2.4 L'esperienza effettuata
Nasce così un nuovo metodo "riabilitativo" per i non vedenti e gli ipovedenti, che attraverso un "campo scuola" fa scoprire loro un nuovo mondo fino ad
oggi sconosciuto: "il mondo sottomarino".
Il carattere innovativo della sperimentazione ed i risultati eccezionali ottenuti, nei sei anni di lavoro fin qui svolto, hanno indotto gli ideatori e gli
organizzatori a continuare questa esperienza, allargandola così anche in campo nazionale. A tal proposito ci sembra giusto se non doveroso ricordare la
compagine che si è formata ed ha creato, ognuno per la propria sfera di interesse e competenza, il Progetto "Poseidon".
L'Unione Italiana dei Ciechi, sezione provinciale di Cosenza (come ente proponente) ha saputo coniugare la modernità dei suoi obiettivi a quella dell'impostazione
strategica sia dell'I.Ri.Fo.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) che come sua diretta emanazione persegue le finalità di operare,
nei settori in cui si intitola, all'integrazione completa nel tessuto sociale del minorato della vista, e sia dell'A.S. Gruppo Subacqueo - Paolano Onlus,
sempre pronta ad affiancare iniziative inerenti il settore dell'handicap. Da questa unione di forze e di intenti è nato il modello "riabilitativo", che
ha permesso la scoperta, per i non vedenti e gli ipovedenti, di nuove sensazioni, di una nuova dimensione, di una nuova libertà di movimenti e di azione,
loro frequentemente negata dalla quotidianità in una società frenetica e disattenta, che li relegava ad una vita destinata spesso alla inattività. L'esperienza
maturata nel corso degli anni rappresenta inoltre un supporto, una strategia in materia di salute, un nuovo strumento e mezzo per il perseguimento delle
pari opportunità.
In acqua e sott'acqua si offre la possibilità di muoversi in assenza di peso ed i movimenti diventano più coordinati e tenuti sotto controllo, così, tale
comportamento, diventa un valido aiuto per la mobilità e l'orientamento, oltre che un ulteriore strumento per promuovere l'uguaglianza dello stato sociale
delle persone cieche, con attività improntate al principio di ragionevolezza ed adeguamento alla situazione dei partecipanti.
Questo progetto ha messo in evidenza le capacità positive delle persone con minorazione visiva e la loro pari aspirazione umana, il loro diritto a partecipare
ed a condividere le stesse sensazioni delle persone cosiddette "normodotate". Il progetto-corso "POSEIDON" ha dimostrato pienamente di essere rispondente
alle esigenze ed al bisogno di ciascun cieco o portatore di una minorazione visiva che abbia gli opportuni requisiti.
L'affermazione espressa è stata fortemente sostenuta dagli elementi emersi dalla accurata e valutata analisi, effettuata nel corso degli anni, che ha visto
oltre duecento, suddivisi nelle seguenti tabelle per età e sesso, tra non vedenti e ipovedenti, "sottoporsi" alla sperimentazione, la quale ha determinato
in essi una dinamica evolutasi positivamente al riguardo sia della situazione culturale che funzionale e fisica.
TABELLE RIEPILOGATIVE PARTECIPANTI CAMPI "POSEIDON
POSEIDON 2004
Tabella con 3 colonne e 5 righe
Partecipanti
Donne
Uomini
18-25
2
3
25-35
3
4
Oltre 35
4
TOTALE
16
fine tabella
POSEIDON 2003
Tabella con 3 colonne e 5 righe
Partecipanti
Donne
Uomini
18-25
4
6
25-35
7
5
Oltre 35
1
7
TOTALE
30
fine tabella
POSEIDON 2002
Tabella con 3 colonne e 5 righe
Partecipanti
Donne
Uomini
18-25
3
3
25-35
3
9
Oltre 35
8
TOTALE
26
fine tabella
POSEIDON 2001
Tabella con 3 colonne e 5 righe
Partecipanti
Donne
Uomini
18-25
7
25-35
7
5
Oltre 35
9
TOTALE
28
fine tabella
POSEIDON 2000
Tabella con 3 colonne e 5 righe
Partecipanti
Donne
Uomini
18-25
2
6
25-35
2
5
Oltre 35
7
TOTALE
22
fine tabella
POSEIDON 1999
Tabella con 3 colonne e 5 righe
Partecipanti
Donne
Uomini
18-25
2
6
25-35
3
6
Oltre 35
8
TOTALE
25
fine tabella
Attualmente, comunque, è triste ricordare ma occorre farlo, che molti non vedenti o ipovedenti presentano una condizione statica per le attività fisiche
che li porta, siano essi giovani o adulti, ad essere in uno stato di inefficienza, apatia e in diversi casi abbandono, con il rifiuto troppo spesso evidente
del proprio corpo e con problemi sempre più crescenti per la mobilità e l'orientamento.
Una situazione sociale che oltre ad essere repressa, continua a presentarsi culturalmente lontana dalle nuove opportunità, già sperimentate e consolidate,
disponibili per l'integrazione socioculturale del non vedente.
Le spinte alla realizzazione di questo progetto sono nate quindi dalle relazioni positive riscontrate, nei confronti del non vedente, dall'applicazione
pratica di attività fisiche e riabilitative.
Il percorso che si è effettuato, è riuscito a "combattere" questo stato di fatto, attraverso l'alternanza di momenti riabilitativi con gli esercizi, a momenti
ricreativi con valenza prevalentemente culturale, migliorando di conseguenza anche gli aspetti socio relazionali e il patrimonio conoscitivo, in modo quasi
esponenziale, dei fruitori dell'intervento, con una maggiore "cura" alla consapevolezza delle proprie potenzialità ed al recupero di se stessi.
Inoltre l'esperienza maturata in questi ultimi anni nel campo riabilitativo-motorio e relazionale ha dimostrato la fondatezza, delle serie preoccupazioni
espresse, sulla insufficienza degli "spazi" e dei metodi adoperati in questo campo d'azione. L'aspetto verso il quale l'iniziativa ha prestato molta attenzione
è stato quello evidenziato dalle odierne opinioni e richieste in tema di attenta valutazione e sostegno di proposte valide e innovative a favore di persone
con assenza o minorazione visiva.
