Progetto Poseidon

ISCRIZIONE CAMPO 2011 (completata)
INTRODUZIONE
Sono in molti a pensare che le attività acquatiche sono una delle migliori forme di esercizio fisico, perché permettono di migliorare diverse componenti
fisiologiche, come la forza e la resistenza cardiovascolare e la forza e la resistenza generale e muscolare. Il nuoto con le sue varie espressioni esercita
benefici sull'organismo, senza sovraccaricare nessuna parte specifica, e il corpo si muove in un ambiente rilasciante nel quale la circolazione, la respirazione,
la resistenza muscolare e le secrezioni corporee aumentano di poco, ma abbastanza per essere efficaci ai fini di uno stato di benessere generale.
Non sono molti i disabili che possono praticare tutta la gamma degli esercizi riabilitativi e dei giochi in acqua o sott'acqua. Il nuoto o l'attività subacquea
possono comunque rappresentare un mezzo e uno strumento per migliorare fisicamente e mentalmente l'individuo portatore di una cecità o di una minorazione
visiva, grazie all'esercizio e alla partecipazione attiva si possono conseguire effetti terapeutici notevoli in vari settori dello sviluppo globale del
ragazzo o dell'individuo adulto.
Particolarmente gratificanti sono gli effetti positivi dell’immersione completa in acqua calda (fra 30 e i 35 gradi C°) che si ottengono nelle strutture
chiuse e polifunzionali come le piscine, ciò nella prima fase di un progetto ben articolato. La temperatura dell'acqua favorisce la circolazione e facilita
la conoscenza del proprio corpo, inoltre facilita il rilasciamento muscolare e incoraggia ad esplorare ulteriormente il movimento in acqua. E’ cosi possibile
migliorare il tono muscolare e incoraggiare il movimento più normale; la mobilità potenzia il movimento e l'orientamento di molti disabili visivi.
Tali effetti possono essere incrementati dall'acquisizione di una migliore capacità di rilasciarsi, unita alla riduzione degli effetti della gravità. Il
principio di Archimede afferma: "un corpo immerso parzialmente o completamente nell'acqua riceve una spinta dal basso verso l'alto uguale al peso del liquido
spostato". Questa proprietà fisica dell'acqua può aiutare i movimenti del disabile fisico in vari modi. La riduzione degli effetti della gravità riduce
anche la resistenza ai movimenti globali del corpo.
La libertà che ne deriva porta ad uno stato di euforia, soprattutto quando è associata all'aumento di mobilità che l'acqua consente.
Gli obiettivi che debbono guidare l'impostazione di un programma sono di cinque categorie:
(I) organici, (2) neuromuscolari, (3) interpretativi, (4) sociali, (5) emozionali.
Consideriamo ora il potenziale delle attività in acqua nei confronti di questi obiettivi; in seguito vedremo l'applicazione di questi concetti alle disabilità
e l'influenza che queste hanno nella preparazione del programma. L'obiettivo "organico" si riferisce allo sviluppo di scopi specifici, che concernono l'efficienza
delle funzioni fisiologiche del corpo: aumentare la resistenza cardiovascolare con esercizi prolungati o migliorare la mobilità articolare con stiramenti
attivi e passivi. Anche la forza e la resistenza muscolare fanno parte degli obiettivi organici, che possono essere diretti verso specifici gruppi muscolari
o verso un condizionamento generale. Tutti questi obiettivi sono di interesse vitale per il nuotatore disabile. Nel perseguirli, però, bisogna ricordarsi
che i partecipanti disabili non sono uguali, in capacità fisiche, ai loro compagni non disabili. Un fattore importante dell'efficacia degli esercizi in
acqua è, come abbiamo visto, il miglioramento della circolazione che facilita i processi di guarigione, impedendo la stasi. La finalità "neuromuscolare"
è basata sulla ricerca di occasioni per sviluppare le funzioni percettivomotorie. In molti sport, l'acquisizione di schemi efficienti richiede lo sviluppo
di funzioni percettivo-motorie come, ad esempio, la coordinazione dei movimenti. Aumentare l'efficienza di molti meccanismi percettivo-motori, spesso alterati
nei disabili fisici o sensoriali, rappresenta un mezzo per incanalare afferenze specifiche in modo da superare un deficit preesistente. Il paziente può
essere influenzato positivamente nello sviluppo di schemi locomotori. In molti casi l'acqua offre una base di supporto che, aggiunta a una leggera resistenza,
rallenta i movimenti in sequenza facilitandone l'apprendimento. Saltellare, per esempio, può essere difficile per un ragazzo con una minorazione visiva:
nell'ambiente della piscina diventa possibile.
Nel programma delle attività in acqua possono essere benissimo inseriti schemi non locomotori, come chinarsi o ruotare, sotto forma di esercizi o, ancor
meglio, come modi per adattarsi all'ambiente. Sono movimenti che aggiungono ulteriori dimensioni a giochi altrimenti poco interessanti e in più aiutano
a sviluppare l'equilibrio, secondo schemi e metodi che sono essenziali per i disabili fisici che in precedenza non li hanno mai sperimentati.
In piscina e nelle attività subacquee si ha l'occasione per stimolare di più il disabile. Allo scopo sono molto indicate le spugne, oggetti morbidi per
l'adattamento all'acqua. Si possono facilmente escogitare giochi partecipazione attiva con l'uso di questi vari schemi in quanto la finalità "interpretativa"
è ampia. Si mira a intensificare la capacità di movimento, e l'acqua offre all'individuo un esplorare, scoprire e sperimentare nuove possibilità di modo
dei movimenti.
L'esplorazione sott'acqua offre al disabile sensoriale una migliore percezione dello spazio, per la complessità dei movimenti e dei punti di riferimento
percettivi (alto, basso, destra, sinistra) che deve mettere in atto.
L'ultima finalità è legata ai vantaggi della percezione corpo/oggetto e alla coscienza che il nuoto può dare sul piano emozionale e corporeo.
L'esperienza natatoria e subacquea amplia la coscienza di sé in rapporto alle poche occasioni di sperimentare un'esperienza con oggetti circostanti. La
finalità interpretativa è quella di dare il piacere e nell'aiutare il soggetto ad avere la sensazione del successo individuale.
Tali attività hanno lo scopo di far acquisire coscienza delle proprie funzioni senso/percettive (la riabilitazione).
Tale esperienza serve molto al disabile visivo per interagire con le altre persone, per sviluppare modi migliori di comunicazione. Gli istruttori debbono
sottolineare lo sviluppo dei tratti positivi della personalità del disabile che difficilmente realizza comportamenti sociali corretti per la scarsità e
l'uniformità delle interazioni sociali in cui è coinvolto, oltre che per la cattiva immagine che ha di sé. Il nuoto è efficace in questo senso, in quanto
può essere un veicolo per le attività di gruppo.
Spesso il disabile minorato della vista nelle lezioni di nuoto e delle attività subacquee integrate può battersi alla pari con le persone non disabili.
Naturalmente questo rinforza l'immagine di sé e la fiducia nelle proprie possibilità di stabilire contatti sociali. Un altro fattore importante del nuoto
e nelle attività subacquee è il fatto che incoraggia ad un uso costruttivo del tempo libero.
Troppo spesso, la quantità di tempo libero che ha il disabile è enorme; è importante perciò incanalare questo tempo in una partecipazione costruttiva, organizzata
e soddisfacente, che può nascere dal piacere di nuotare.
Se un ragazzo richiede una particolare attenzione per gli obiettivi organici (aumento della forza e della resistenza) ma non ha più sufficiente motivazione
per continuare, è importante sottolineare gli obiettivi emozionali, per migliorare il piacere che prova nel partecipare. É quindi necessaria una scaletta
di priorità. Il primo e più importante obiettivo deve essere la sicurezza. Ogni programma di attività in acqua deve prevedere l'apprendimento di manovre
di sicurezza e la conoscenza delle regole e dei regolamenti della piscina, o delle tecniche di immersione che debbono essere interpretati, per ogni gruppo
di allievi, al loro livello di intelligenza; inoltre l'ambiente dove si nuota o si esercitano le attività subacquee deve essere sicuro ma piacevole. I
disabili, per raggiungere il massimo dell'apprendimento possibile hanno solitamente bisogno di essere motivati, e un ambiente piacevole contribuisce a
mantenere un alto livello di motivazione. Quindi anche la gradevolezza dell'ambiente è un obiettivo prioritario del programma. Prima di tutto viene la
sicurezza, ma se non beneficiano degli elementi emozionali gli allievi non faranno progressi.
L'ultima delle priorità deve essere l'apprendimento di specifiche tecniche di nuoto. Le tecniche sono i mezzi necessari per raggiungere gli obiettivi. Per
impostare bene un programma, occorre qualcosa di più che la comprensione dei benefici che questo può arrecare al disabile.
Prima di poter offrire un programma del genere alla comunità occorre molta preparazione, programmazione, censimento dei bisogni, educazione, ecc.
Il progetto che seguirà dopo aver ottenuto un numero di informazioni sufficienti per dimostrare l’utilità di un programma di questo tipo, ha bisogno di
creare una rete nella comunità. Per la sostenibilità dell'iniziativa si deve tener conto del programma, ed è vitale la comprensione del disabile e delle
sue esigenze: i partecipanti, in generale, non vogliono semplificazioni DELLE DISABILITA' SPECIFICHE, ma solo comprensione. Inoltre dall'assistenza individuale
dipende il successo del programma. Bisogna incoraggiare l'equipe a registrare ogni giorno i programmi di ogni allievo perché questo li rende più sensibili
ai miglioramenti. Queste note debbono includere anche un profilo quotidiano delle caratteristiche emozionali dell'allievo. Un punto importante è il rapporto
numerico allievi-istruttore che deve essere, naturalmente, di uno a uno. Un aspetto essenziale del nuoto e delle attività subacquee per i disabili visivi
è l'uso di attrezzature speciali e dispositivi per il linguaggio dei segni convenzionali che si devono adoperare. E' essenziale identificare i problemi
potenziali e trovare le soluzioni possibili prima che i problemi nascano. Tutte queste sono cose importanti per assicurare alla comunità un programma efficiente
di attività speciali in acqua. Il progetto che si vuole realizzare tiene conto inoltre dei principi e delle attenzioni rivolte al non vedente, che nel
caso contrario possono provocare dei disturbi con la perdita dell'orientamento (rumori estranei molto alti, urla), e può sedare il senso di paura così
spesso presente. La fiducia e la confidenza dell'allievo nell'istruttore sono essenziali in questo processo di rilasciamento, così come una parola detta
con tranquillità può creare l'atmosfera ideale per imparare a nuotare. I segnali convenzionali, i rumori di fondo le segnalazioni acustiche danno all'allievo
quei punti di riferimento ottimali per la percezione spaziale del mondo che lo circonda. Ogni volta che una persona insicura del suo equilibrio entra nella
piscina, in particolare nelle prime lezioni di acquaticità, deve avere subito vicino una mano sicura a riceverla nell'acqua; l'entrata in acqua non deve
essere un’esperienza piena di paure e di minacce. Il timore di cadere in piscina è accentuato dal non galleggiamento unito alla paura dell'acqua e alla
non conoscenza del posto.
Considerazioni speciali
In molti ciechi l'anormalità del tono muscolare non è solo ostacolo a sperimentare e a imparare nuovi movimenti. Alcuni soggetti con minorazione visiva
possono essere dei pluriminorati con disturbi mentali, alterazioni della visione, deficienze percettivo-motorie, disturbi uditivi o di linguaggio: tutti
problemi che debbono essere individuati e presi in considerazione nell'impostazione del programma.
Per assicurare la comunicazione tra istruttore e allievo può essere necessario un particolare segnale: per esempio, un segnale convenzionale vuoi dire "sono
stanco" o "voglio smettere". Questo codice, naturalmente, va imparato in anticipo, prima di quando si rende necessario. L'avvicinamento alla nuova esperienza
e alla nuova dimensione provoca nel non vedente uno stato di tensione per il contatto in uno spazio a lui sconosciuto, e l'istruttore si limita a chiedere
al cieco se desidera o meno essere accompagnato. In ogni caso è necessario che un cieco introdotto in un nuovo ambiente debba avere l'opportunità di esplorarlo
e di conoscerne i dintorni. Per permettergli di familiarizzare è bene che faccia un giro con un accompagnatore vedente, così può distinguerne le caratteristiche
già evidenti e caratterizzanti. L'esplorazione comprende la piscina, gli spogliatoi, le attrezzature, le scale, ecc. ed è inoltre opportuno diminuire i
rumori estranei e gli ostacoli temporanei. Queste fasi sono importanti per la familiarizzazione con l'ambiente e riguardano le prime lezioni del corso.
Le stesse procedure di ambientamento si applicano quando si svolgono le attività subacquee in mare, attraverso l'esplorazione del sito da visitare e tramite
accurate spiegazioni verbali da parte dell'istruttore. Naturalmente il soggetto completamente cieco si baserà su afferenze acustiche, tattili e cinestetiche.
Debbono quindi essere eliminati i segnali visivi e rinforzati i segnali verbali dell'istruttore, che debbono essere chiari, concisi e dettagliati. La spiegazione
viene rinforzata con afferenze tattili mettendo il corpo del soggetto nella posizione desiderata. Si può facilitare la sua comprensione guidandogli la
mano o consentendogli, durante la dimostrazione di mantenere il contatto. La prima fase di ambientamento e di scoperta delle tecniche e degli strumenti
per le attività subacquee conduce il non vedente alla seconda fase: quella dell'immersione. La paura, la curiosità, la sfida con sé stesso per superare
i propri limiti porta l'allievo a indossare la muta, il giubbotto ad assetto variabile, la maschera e le bombole per scendere mano nella mano con l'istruttore
nel nuovo mondo.
Un nuovo mondo da scoprire, nuove sensazioni fino ad oggi sconosciute, un mondo sommerso da esplorare e toccare, che porta il non vedente ad acquisire nuove
sensazioni e nuove esperienze sensoriali. L'attività subacquea che si vuole realizzare è un valido strumento riabilitativo, un nuovo metodo che è stato
sperimentato nell'estate del 1999. Tale progetto vuole percorrere le stesse esperienze e ampliarle a un gruppo più consistente di ciechi, in quanto ci
si è resi conto che il risultato ottenuto è stato maggiore di quello atteso dagli organizzatori. Le esperienze così avute sono state tutte documentate
e relazionate, giungendo ad una unica risposta: l'attività subacquea è una nuova strada da perseguire e continuare per la riabilitazione della persona
cieca.
PROGETTO
Nasce un nuovo metodo riabilitativo per i ciechi, pluriminorati e ipovedenti, che fa scoprire loro un nuovo mondo fino ad oggi sconosciuto: "il MONDO SOTTOMARINO".
L'U.I.C. ONLUS e l’I.Ri.Fo.R. ONLUS sezioni provinciali di Cosenza e il Gruppo Sommozzatori Paolano ONLUS, hanno realizzato un primo corso sperimentale
di attività subacquea riabilitativa rivolta ai non vedenti.
Il carattere innovativo della riabilitazione, della sperimentazione e i risultati eccezionali ottenuti hanno indotto l’U.I.C. e il Gruppo sommozzatori a
continuare questa esperienza, allargandola così a tutte le sezioni regionali e/o nazionali.
L'Unione ha saputo coniugare la modernità dei suoi obiettivi alla modernità dell'impostazione strategica del gruppo Sommozzatori di Paola. Nasce così questa
idea (Progetto Poseidon), come metodo riabilitativo, che faccia scoprire nuove sensazioni, una nuova dimensione della libertà di movimenti e di azioni,
loro negata dalla quotidianità di una società frenetica e disattenta, una vita destinata alla sedentarietà, un supporto, una strategia in materia di salute,
un nuovo strumento, la riabilitazione come mezzo per il perseguimento delle pari opportunità.
In acqua si da la possibilità di muoversi in assenza di peso e i movimenti diventano più coordinati e tenuti sotto controllo, così tale metodo diventa un
valido aiuto per la mobilità e l'orientamento. Questo progetto vuole essere un ulteriore strumento che promuove l'uguaglianza dello stato sociale delle
persone disabili. Pertanto occorre conferire ai disabili diritti uguali e pari opportunità che siano efficaci per accedere e partecipare a tutte le attività
sociali, economiche e sportive. Le esclusioni alle attività dovrebbero essere improntate al principio di ragionevolezza ed adeguamento alla situazione
delle persone disabili. Questo progetto vuole mettere in evidenza le capacità positive delle persone con minorazione visiva, la loro pari aspirazione umana,
il loro diritto a partecipare e a condividere le stesse sensazioni delle persone "normo dotate".
OBIETTIVI
Il corso “POSEIDON" è pienamente rispondente alle esigenze e al bisogno di ciascun cieco o portatore di una minorazione visiva che abbia gli opportuni requisiti.
L’idea è fortemente sostenuta da elementi emersi da una accurata e valutata analisi, elementi emersi da una dinamica della situazione socio-economica culturale
e funzionale fisica dell'utente. Una condizione statica per le attività fisiche, un mondo di attese, una situazione socio ambientale repressa e culturalmente
lontana dalle nuove fasce sperimentali per l'integrazione del non vedente, un'attività fisica e motoria che porta il giovane e l'adulto portatori di una
disabilità visiva allo stato di inefficienza, apatia e abbandono con il rifiuto del proprio corpo e problemi crescenti per la mobilità e l'orientamento.
Il corso prevede l'alternanza di momenti riabilitativi con gli esercizi a momenti ricreativi con valenza prevalentemente culturale al fine di migliorare
anche gli aspetti socio relazionali, il patrimonio conoscitivo in modo esponenziale, e di garantire una maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità
attraverso il recupero di se.
L'esperienza maturata in questi ultimi anni nel campo riabilitativo motorio e relazionale ha dimostrato la fondatezza delle serie preoccupazioni, espresse
dall'inadeguatezza degli spazi e dei metodi. Le spinte alla realizzazione di questo progetto sono nate dalle reazioni che esistono tra la valutazione del
disabile e l'applicazione pratica di attività fisiche e riabilitative. L'iniziativa presta attenzione alle odierne vedute e richieste in tema di cura e
di appoggio di iniziative valide e innovative rivolte alle persone con una disabilità visiva. Il corso che si vuole realizzare ha come obiettivi l'uso
di nuove tecniche di acquaticità e di immersione, metodi che danno la possibilità al non vedente di credere in una maggiore mobilità e indipendenza.
FINALITA'
L'approccio logico del corso è quello di prestare più attenzione al processo di coinvolgimento e meno al dispositivo che il minorato visivo crea e sviluppa
dentro di sé: l'autoisolamento. La riabilitazione, la coordinazione delle attività fisiche adattate al metodo subacqueo per assicurare programmi più creativi
aiuta la persona ad ottenere il pieno uso del suo corpo. Ciò perché molti disabili non sono motivati a curarsi con gli esercizi tradizionali.
Lo sport educativo si basa sull'analisi funzionale dei fattori di riuscita. Il corso vuole dare un positivo e notevole contributo alla fascia di utenza
considerata, allo scopo di migliorare l'integrazione negli ambienti sociali, favorendo l'acquisizione di particolari abilità e il potenziamento della fiducia
di base. Si vuole offrire al non vedente il piacere dell'approccio con il mare, lo stimolo al confronto e al rapporto interpersonale, ma soprattutto si
vuole favorire il gusto e il desiderio per la creazione di nuove esperienze conoscitive.
Da una indagine condotta dopo la prima esperienza realizzata in attività subacquea nel mar Tirreno presso la costa calabrese, nei mesi estivi del 1999,
si è rilevato che un considerevole numero di minorati visivi in futuro potrebbero manifestare un motivato desiderio di poter partecipare all’iniziativa,
creando così un filo diretto tra la nuova metodologia riabilitativa e il disabile.
Ciò premesso si vuole coinvolgere una fascia molto vasta di utenti, al fine di favorire un più vasto campo di crescita personale in rapporto alle esperienze
conoscitive, socializzanti e alle attività riabilitative, e inoltre rivolgere gli interventi progettati a un numero più elevato di utenti perché siano
più efficaci e maggiormente produttivi, anche sulla base dell’oggettiva analisi della situazione reale di ciascun caso. Tali interventi programmati tracciano
una conoscenza personale delle analisi funzionali.
Con l'organizzazione dell'iniziativa in oggetto, ci si prefigge il raggiungimento di tali sviluppi e/o di migliorare il livello di autonomia, in modo da
far raggiungere una maggiore sicurezza in se stessi ai partecipanti. Si vuole potenziare e stimolare la capacità di orientamento spaziale e favorire così
la mobilità utilizzando le nuove tecniche subacquee e gli strumenti di alta tecnologia. Sperimentare è far conoscere le ultime tecniche e gli strumenti
per la scoperta di questa nuova dimensione, l'assenza di gravità. Il contatto personale con l'istruttore, l'essere vicino e unito da un cordone al compagno,
porta il non vedente ad una maggiore sicurezza di sé stesso e alla riscoperta dei rapporti umani con le persone. Con tale esperienza inoltre si stimola
la conoscenza e si amplia l'esperienza alla fruizione di aspetti naturali di un ambiente sconosciuto, ciò grazie alla attività della manipolazione e dell'apprendimento
didattico, dell'esplorazione del mondo marino. Escursioni opportunamente preselezionate e catalogate portano a questa conoscenza. Si vuole suscitare l'interesse
nel non vedente in questa nuova dimensione, grazie anche al dibattito e agli scambi costruttivi del confronto e della ricerca, si vogliono promuovere contatti
produttivi tra i minorati, volontari e operatori di realtà diverse e con diverse esperienze di vita.
Il progetto ha lo scopo di attivare un corso dove la partecipazione degli utenti è prioritaria, non solo nel definire i loro sogni, ma soprattutto nel riconoscimento
del ruolo che possono avere come partner attivi, piuttosto che come destinatari passivi di servizi. La produzione di questi servizi e benefici innovativi
è la migliore combinazione tra sistemi finalizzati non solo alla riabilitazione, ma anche alla crescita del sistema innovativo del gruppo, in quanto tale,
e al confronto reciproco degli apprendimenti e delle risorse.
L’intento fondamentale di questo progetto è quindi quello di stimolare attivamente la reazione del non vedente, nell'ottica di abilitare, supportare e incoraggiare
senza prevaricare, volendo solamente offrire maggior sostegno alla persona minorata. La metodologia da applicare al fruitore dell'iniziativa per il raggiungimento
degli obiettivi generali programmati, in rapporto ai bisogni specifici e alle reali capacità individuali, prevede delle attività che vedranno l'allievo
impegnato in maniera individuale nell'ambito del piccolo gruppo e del gruppo allargato nella collettività.
Le lezioni teoriche, i primi apprendimenti in piscina, il primo contatto con il mare e la prima immersione, la prima escursione sott'acqua e quanto può
essere offerto dall'ambiente sarà motivo di riepilogo e di studio di programmi, iniziative e di esperienze per il raggiungimento di tali obiettivi. Le
attività programmate saranno coordinate e organizzate da una equilibrata flessibilità tale da renderle piacevoli e appetibili sempre in misura adeguata
e in modo appropriato nei diversi momenti della giornata, in funzione della situazione atmosferica, e soprattutto nel rispetto delle esigenze psico-attitudinali
dei non vedenti.
Per tale metodologia riabilitativa si dovrà sempre tenere conto dei ritmi di apprendimento e delle capacità attitudinali in rapporto all'età. Inoltre la
realizzazione delle attività programmate farà ricorso all'utilizzo di tutti i sussidi tiflodidattici in possesso del "Centro Regionale per la prevenzione
della cecità" e delle sezioni provinciali dell'Unione Italiana Ciechi. Saranno di notevole supporto anche le risorse messe a disposizione dall'attuatore
"Gruppo Sommozzatori Paolano", utilizzando le strutture e le attrezzature in loro possesso. Il corso riabilitativo, in collaborazione con l'organizzazione,
provvederà all'acquisto di materiale ludico e riabilitativo e di facile consumo, che risulta indispensabile per l'attuazione del progetto (come ad esempio
piante e cartine a rilievo della flora e della fauna marina). In riferimento alla posizione logistica, alle visite guidate e alle escursioni in mare, esse
avranno un notevole valore per il raggiungimento degli obiettivi e delle finalità prefissate, perciò saranno di particolare cura e attenzione. Per le visite
guidate e le escursioni, si utilizzeranno mezzi a noleggio o mezzi messi a disposizione del gruppo attuatore.
METODOLOGIA
Al fine di consentire a ciascun fruitore dell'intervento il raggiungimento degli obiettivi generali prefissati, in rapporto ai bisogni specifici e alle
reali capacità degli allievi, si organizzeranno:
- attività individuali di conoscenza teorica e pratica degli strumenti (tipi di respiratori, bombole, g.a.v., ecc.);
- lezioni teoriche sull'approccio all'attività subacquea (metodi di respirazione con le bombole, metodi di compensazione in immersione, assetti, ecc.);
- lezioni teoriche di primo intervento e segnali convenzionali (OK, salita, discesa, paura, ecc.);
- prime lezioni pratiche in piscina e valutazione di acquaticità dell'allievo; seconda fase di lezioni in mare, conoscenza e primi approcci alla nuova
realtà;
- visite guidate nelle località vicine e visite in immersione nei luoghi di particolare interesse aptico ed ambientale;
- escursioni alle varie profondità, conoscenza della vita vegetale e animale (posidonee, ricci, oloturie, molluschi, stelle marine, ecc.).
Farà inoltre parte del corso illustrare le esperienze ottenute dal gruppo e dal singolo individuo, ciò come crescita individuale. Per maggiori informazioni
didattiche si farà capo a sussidi del centro tiflotecnico, utilizzando cartine geografiche e topografiche a rilievo, cartine della flora e degli animali
marini, il tutto correlato da scritti di appoggio in Braille.
ELEMENTI TECNICI DEL PROGETTO
La fase didattica avrà maggiore attenzione per la teoria, che illustrerà i rischi, i bisogni e le metodologie di approccio all'attività subacquea e alle
norme di sicurezza da utilizzare, con spiegazioni teoriche e aptiche della strumentazione in dotazione.
Fattore importante di tale fase didattica sono i metodi di segnalazione che l'allievo dovrà memorizzare ed utilizzare.
SCHEMA DIDATTICO
1. Conoscenza del corpo umano in immersione, limiti fisici e fisiologici relativi all'immersione subacquea;
2. Conoscenza dell'attrezzatura per le immersioni con autorespiratori ad aria;
3. Tecnica dell'immersione con autorespiratore ad aria (ARA);
4. Posizione di accompagnamento e nuoto. Tecnica di Rutter;
5. Segnali per le esercitazioni didattiche in immersione;
6. Segnali subacquei tattili, segnali generici di comunicazione, di informazione, di esplorazione, di difficoltà;
7. Conoscenza e prevenzione degli
8. Comportamento in immersione;
9. Comportamento in barca;
10. La vita in mare e le sue conoscenze.
MEZZI E ATTREZZATURE
Il corso, per soddisfare i principi e gli scopi dell'iniziativa, è provvisto dei seguenti strumenti e mezzi tecnologici:
· materiale per le attività di acquaticità: pinne, maschere, boccagli, mute;
· materiale per le attività subacquee: bombole, giubbotti ad assetto variabile (GAV), mute, ecc;
· attrezzature logistiche terrestri e marine;
· punto mare con radio ricevente e trasmittente collegata con la capitaneria di porto;
· pulmino di supporto alle attività in mare, per il trasporto degli allievi e delle attrezzature;
· mezzi nautici logistici per i movimenti in mare gommoni e barche munite di attrezzature idonee per le attività subacquee e per il pronto intervento
DURATA E DESTINATARI DEGLI INTERVENTI
Il corso riabilitativo denominato "POSEIDON" è rivolto a 15 partecipanti: non vedenti, ipovedenti e pluriminorati.
Il corso Poseidon si realizza in un’unica fase, della durata di dodici giorni (arrivo lunedì mattina, partenza venerdì pomeriggio).
I fruitori di età strettamente compresa tra 15 e 58 anni, dovranno essere muniti di certificazione di sana e robusta costituzione.
FIGURE PROFESSIONALI
Si prevedono le seguenti figure professionali:
a) 1 coordinatore
b) 3 istruttori di primo grado
c) 4 istruttori di secondo livello
d) 1 medico specialista in materia subacquea
e) 3 operatori.
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